QUANTA IGNORANZA, SIGNOR PUCCIARELLI!

 

La Repubblica online di lunedì otto giugno riporta un articolo - a firma Matteo Pucciarelli - nel quale si commenta e deride la decisione, presa dal Comitato centrale del Partito Comunista in Italia, di regolamentare l'utilizzo delle reti sociali da parte dei propri militanti.

Il pennivendolo scrive: "Il Partito Comunista di Marco Rizzo (famoso per l'esaltazione dello stalinismo e di esperienze di 'socialismo' come la Corea del Nord) ha varato una sorta di decalogo per l'utilizzo di Facebook, Twitter e affini da parte dei propri dirigenti e militanti. Il risultato è una serie di divieti e compiti che ricorda il settarismo comunista dei tempi andati, anche se fuori tempo massimo".

Francamente non vedo cosa ci sia di così sconcertante nel dettare regole di convivenza collettiva agli iscritti ed ai dirigenti della propria formazione politica; ogni comunità deve forzatamente darsi un codice di comportamento valido per tutti: altrimenti si scade nell'anarchia.

Il centralismo democratico prevede che le decisioni vengano prese collettivamente nelle sedi preposte, e che queste siano vincolanti per tutti nella pratica quotidiana: la minoranza può e deve dare battaglia nella formazione della linea politica, ma una volta che questa sia stata fissata si deve adeguare a quanto stabilito.

Capisco che all'imbrattacarte borghese risulta difficilmente comprensibile il concetto sopra esposto, ma vista da questa angolazione è normale che non si possa permettere ai singoli di esprimere pareri differenti da quelli ufficiali.

In quest'ottica risulta non solo comprensibile, ma persino ovvio, l'obbligo - che vale per tutti i profili di partito, ovviamente non per quelli personali dei singoli militanti - di far conoscere al coordinatore nazionale (Dario Ortolano) la parola chiave per entrare nel profilo stesso: si eviteranno così spiacevoli 'incidenti', derivanti dalla violazione del principio sopra esposto, per i quali non può che essere previsto il deferimento alla Commissione centrale di controllo e garanzia.

Genova, 15 giugno 2015

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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